Come leggere l’etichetta del vino

Come leggere l’etichetta del vino

Denominazione, annata, gradazione e non solo: guida alla consapevolezza

Come leggere l’etichetta del vino

Elegante o sbarazzina, classica o moderna, monocromatica o ricca di colori, disegnata a mano o con un semplice logo? L’etichetta di un vino può essere una piccola opera d’arte. Nel corso degli anni mode e stili si sono alternati velocemente: d’altra parte, se ogni vino è diverso dagli altri, è giusto che anche il suo vestito si differenzi in modo unico. Stiamo parlando ovviamente del fronte dell’etichetta, perché se parliamo dell’etichetta posteriore di un vino, qui devono essere presenti per legge alcune informazioni utili a orientare la scelta dei consumatori e a informarli sul prodotto che stanno guardando. Spazio quindi alla fantasia, ma con alcune regole chiare per tutti.

Per questo imparare a leggere l’etichetta del vino è importante. Possiamo imparare tante cose su quel vino, capire cosa troveremo, dove è stato fatto, ecc. Insomma, consumatore informato… consumatore salvato!

 

L’etichetta, come è composta

Nome del prodotto
Denominazione di vendita
Indicazione della quantità
Imbottigliatore
Annata
Allergeni
Grado alcolico
Lotto

 

Nome del prodotto

E’ l’elemento identificativo di ogni bottiglia. Ogni vino ha una nome: si trova solitamente in alto o al centro dell’etichetta frontale ed è facilmente riconoscibile perché è scritto con dimensioni e caratteri completamente diversi da tutto il resto. Alla base dei nomi dei vini ci possono essere storie personali, legami con un territorio, caratteristiche del prodotto. A volte, però, possiamo trovare anche nomi frutto di pura fantasia, totalmente inventati.

 

Denominazione di vendita (IGT, DOP ha sostituito DOC, DOCG controllo)

La denominazione di vendita di un vino ci indica la sua origine. Sono sigle nate per garantire la qualità del patrimoni agroalimentare italiano e combattere le contraffazioni. Per intenderci stiamo parlando delle sigle DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta), che negli ultimi anni hanno sostituito o si sono affiancate alle sigle DOC (Denominazione di Origine Controllata) e IGT (Indicazione Geografica Tipica). Se, ad esempio, leggo in etichetta “Sangiovese Forlì Igp” significa che il vino che sto tenendo in mano è un Sangiovese proveniente dal territorio di Forlì e prodotto secondo un disciplinare preciso scritto per garantirmi un vino di qualità.

 

Indicazione della quantità

Le bottiglie contengono generalmente 75 centilitri di vino: potete trovare sul retro dell’etichetta la sigla 75 cl oppure 750 ml, ma la sostanza non cambia. Una leggenda dice che questa unità di misura sia stata scelta perché corrispondente alla forza polmonare degli antichi vetrai che soffiavano il vetro per forgiare le bottiglie. Altri invece sottolineano il fatto che una quantità di 75 cl corrisponde a sei bicchieri da 125 ml, la misura più utilizzata nei bar e nelle osterie tradizionali. In commercio esistono anche bottiglie più grandi (spesso i grandi formati vengono utilizzati per vini importanti) o più piccole (per i vini passiti, ad esempio, si possono usare bottiglie da 500 o 350 ml).

 

Imbottigliatore

Ecco un’altra informazione sempre obbligatoria in etichetta! I riferimenti all’imbottigliatore devono essere esplicitati in poche e semplici parole: nome, ragione sociale, Comune e stato membro.

 

Annata

L’annata indicata in etichetta corrisponde all’anno di vendemmia dell’uva. E’ un dato molto importante in quanto ogni annata si differenzia da quelle precedenti a causa dell’andamento climatico. In Romagna, ad esempio, la 2014 è stata un’annata con molte più pioggia rispetto alla 2015 e la 2017 è stata un’annata molto più calda della 2016. L’indicazione dell’anno è quindi uno degli elementi che ci aiutano a capire che cosa ci possiamo aspettare dal vino che stiamo valutando. L’indicazione dell’annata non è obbligatoria negli spumanti e neanche nei vini frizzanti o liquorosi.

 

Allergeni

Un’altra indicazione obbligatoria sulle etichette di vino è quella degli allergeni, che riguardano i solfiti, il latte e i prodotti a base di latte, le uova e i prodotti a base di uova. Gli allergeni devono essere indicati attraverso menzioni o simboli specifici, secondo il vademecum del 26 luglio 2017 elaborato dalle Politiche Agricole.

 

Grado alcolico

Il grado alcolico indica la quantità di alcol etilico presente in 100 ml di vino. Determinato dalla quantità di zucchero presente nell’uva, il grado alcolico viene espresso attraverso un numero seguito dalla percentuale (es. 14%) e va necessariamente indicato in etichetta.

 

Lotto

Il numero di lotto identifica un insieme di bottiglie confezionate in un ristretto lasso di tempo e in condizioni praticamente identiche. Si trova in etichetta preceduto dalla lettera “L” ed è un numero predefinito dall’imbottigliatore. Il numero di lotto può essere progressivo o contenere la data dell’imbottigliamento.