Il vino migliora sempe con il tempo?

Il vino migliora sempe con il tempo?

Proviamo a rispondere a una nota domanda con una testimonianza diretta

Il vino migliora sempe con il tempo?

“E’ come il vino, migliora con il tempo!”

Quante volte, volendo fare un complimento a una persona non più giovanissima, abbiamo usato questa espressione? L’immagine di una buona bottiglia di vino che diventa ottima grazie all’affinamento del tempo è davvero comune, ma davvero è sempre così? Il vino migliora sempre con lo scorrere degli anni? O siamo di fronte a una leggenda, a un falso mito, a una favola della tradizione non così difficile da smentire?

La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo e dipende dalle premesse e dal contesto. Ci sono vini infatti che con il tempo riescono a esaltare alcune delle loro qualità, altri che perdono completamente la propria piacevolezza, diventando prodotti molto meno allettanti rispetto a quello che potevano essere inizialmente.

Come fare a capire quanto devo aspettare per aprire una bottiglia di vino e godermela al massimo delle sue potenzialità?
Ecco una domanda da cento milioni di dollari.

Il tempo può essere un prezioso alleato della bontà di un vino se – e solo se – nel suo processo di produzione l’evoluzione nel tempo del vino è uno specifico obiettivo del vignaiolo, che farà quindi scelte ben precise in vigna e in cantina. Ecco perché, quando ci avviciniamo a un vino, è bene impiegare almeno un po’ di tempo a conoscerne la storia e il metodo di produzione. La cosa più semplice è fare domande a chi ha prodotto quel vino.

Ci sono poi altri elementi che influiscono sulla longevità del vino. Uno di questi è l’uva con cui viene fatto e la sua naturale propensione all’invecchiamento. Un altro è la composizione del terreno in cui si trovano le viti. Un altro ancora è il microclima e poi bisogna considerare l'andamento stagionale. In generale, è bene sapere che quando prendiamo una bottiglia in mano ci troviamo sempre davanti a un sottile equilibrio di componenti – alcune più fresche e dure, altre più calde e morbide – destinate a  modificarsi nel tempo. Riuscire a cogliere il momento migliore per far saltare il tappo e versarsi un bicchiere in compagnia degli amici è una piccola arte che si impara con il tempo e con gli assaggi. E che aiuta a comprendere meglio anche i propri gusti.

Un esempio? Alcune sere fa abbiamo stappato alcune bottiglie di Bizante, la riserva di Sangiovese che facevamo fino a qualche anno fa. Abbiamo assaggiato le annate 2000, 1997, 1994 e 1993. Sì, avete capito bene: abbiamo bevuto vini di 20, 23, 26 e 27 anni. Vi scende la lacrimuccia pensando a com’eravate e cosa stavate facendo così tanto tempo fa? Noi stavamo vendemmiando il nostro Sangiovese progettando di fare un vino capace di attraversare il tempo a testa alta. Beh, questa volta con un pizzico di orgoglio, possiamo dire di esserci riusciti dopo averli assaggiati a distanza di così tanto tempo!

Quindi il vino migliora sempre con il passare del tempo? Ora dovreste sapere come rispondere a questa domanda… e se volete capire meglio di persona, chiedeteci quand’è la prossima serata in cui stapperemo bottiglie del passato. La nostra cantina è piena di sorprese…