Il più nobile e fiero tra i vitigni romagnoli. <br> Resistente e forte, così come la storia di cui porta i segni.

Trebbiano di Romagna D.O.C.

Il più nobile e fiero tra i vitigni romagnoli.
Resistente e forte, così come la storia di cui porta i segni.

Trebbiano di Romagna D.O.C.

Riconosciuto come vino a denominazione di origine controllata o D.O.C. nel 1973, il Trebbiano di Romagna è un vitigno a uva bianca che, in virtù della freschezza e della fragranza che l'acidità conferisce naturalmente al vino, si presta ad essere accompagnato a molte delle pietanze della cucina romagnola. 

Sulle tavole delle antiche osterie romagnole, nelle osterie della riviera adriatica, nei ristoranti locali in abbinamento ai piatti della tradizione culinaria tradizionale, il Trebbiano di Romagna è il protagonista indiscusso di ogni tavola, servito per esaltare un primo piatto sfizioso, per alleggerire un secondo piatto dai sapori decisi, o, infine, per ravvivare un già vivace e gustoso fritto misto di pesce. 

Qualche contadino delle campagne romagnole ama romanticamente soprannominare questo vino "Trebbiano della fiamma", per via della sfumatura giallognola, preziosamente screziata di oro, che l'uva assume quando raggiunge la completa maturazione. 

Si narra che... 

trebbiano-di-romagnaLa storia del Trebbiano di Romagna affonda le sue radici in un passato molto antico e remoto.

Si pensa addirittura che siano stati gli Etruschi i primi a coltivare in Romagna questo vitigno di provenienza campana, di cui le prime testimonianze risalgono a fonti storiche romane. 

Pare che anche lo storico e naturalista romano Plinio il Vecchio, dopo aver assaggiato il Trebbiano, abbia inserito il Vinum Trebulanum nel suo celebre trattato di agricoltura Naturalis Historia, risalente al I secolo a.c. 

Con ogni probabilità, già al tempo di Plinio, in epoca romana, le viti di Trebbiano punteggiavano i colli romagnoli a ridosso della via Emilia, fino a scendere in pianura. 

La prima fonte storica attendibile è l'agronomo Pier dè Crescenzi, il quale, nel 1305, scrive nel suo trattato scientifico, citando il Trebbiano di Romagna:

“c’è un'altra specie di uva, detta Tribiana, che è bianca con acini tondi, piccoli ed abbondanti, che in giovane età non dà frutto ma crescendo diventa feconda”.

Col trascorrere del tempo, grazie alla sua capacità di adattamento, alla produttività e all'incredibile resistenza del vitigno, il Trebbiano si è ampiamente diffuso in tutto il territorio romagnolo, con particolare concentrazione nella zona collinare di Forlì-Cesena, dove trova il suo terroir di coltivazione ideale. 

Il Trebbiano di Romagna ai giorni nostri

Il Trebbiano di Romagna oggi è particolarmente apprezzato per la complessità odorosa e olfattiva che contraddistingue questo vino: il profumo vinoso e gradevole evoca suggestioni floreali, erbe e fiori di campo. 

Si distingue per una tipica nota di sapidità e acidità, che sprigiona al palato freschezza e fragranza: dotato di un corpo e di una struttura avvolgente e rotonda, ricca e morbida nel finale, il Trebbiano è un vino complessivamente equilibrato, che regala in bocca sensazioni persistenti, piacevoli e armoniosi. 

Produzioni da questo vitigno