Pranzo di Natale in Romagna: cosa mettere a tavola

Pranzo di Natale in Romagna: cosa mettere a tavola

Piatti e vini della tradizione romagnola per il 25 dicembre

Pranzo di Natale in Romagna: cosa mettere a tavola

Il 25 dicembre si avvicina e con questa data anche una delle tradizioni più amate in Romagna… il pranzo di Natale. A casa, al ristorante, in agriturismo o anche sulla Luna (o ai giorni nostri potremmo dire su Marte!): non importa dove mangerete, ma cosa sarà servito in tavola.

Ecco i piatti DOC per un vero Natale romagnolo.

 

Antipasti

Semplicità e gusto sono le caratteristiche di ogni antipasto che si rispetti. Perché allora non approfittare dell’inizio pasto per celebrare i prodotti della tradizione contadina? Un ottimo punto di partenza potrebbe essere lo squacquerone, formaggio vaccino fresco, cremoso e dal sapore leggermente acidulo, che ben si sposa alla dolcezza dei fichi caramellati. Immancabile sulle tavole romagnole nei giorni di festa è poi il tagliere di salumi di mora romagnola, razza suina autoctona nota per la sua carne sapida, utilizzata per salumi di pregio.

E siccome non esiste antipasto senza un brindisi, in questo caso l’abbinamento suggerito è con Placidia Brut, spumante di Albana gentile di Bertinoro in purezza che riempie il palato con la sua spuma densa e un perlage fine e continuo. Al palato risulta armonico, elegante e carezzevole: l'aperitivo migliore per un pranzo importante!

 

Primi piatti

Il pranzo tipico romagnolo deve continuare con primi piatti abbondanti e fumanti, un vero e proprio piacere per gli occhi e per la gola. Iniziamo dai Cappelletti in brodo: già descritti da Pellegrino Artusi nel suo ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” datato 1891, rappresentano l’essenza stessa del Natale romagnolo. Tutta la famiglia si riunisce attorno alla tavola per gustarli in un religioso silenzio e neanche i più piccoli disdegnano il loro sapore intenso. Alla base di questo miracolo della pasta fresca pochi e semplici ingredienti di qualità: farina, ricotta, uova, stracchino e noce moscata, che vengono sapientemente lavorati a mano per produrre piccoli scrigni di gusto cotti nel brodo di carne, cappone o pollo.

Dopo un primo piatto in brodo è tradizione proseguire con un primo asciutto, tra i più golosi ci sono i Nidi di rondine. Si tratta di piccoli rettangoli di pasta all’uovo, che la tradizione vuole farciti con prosciutto cotto e besciamella, e poi arrotolati su loro stessi a creare la forma ‘a nido’. Nonostante siano meno conosciuti delle lasagne, i nidi di rondine rappresentano un piatto altrettanto goloso e saporito.

Ideale con questi due primi è l’abbinamento con un calice di Selva Ghino, vino bianco composto al 60% da Sauvignon e al 40% da Chardonnay. Un profumo intenso, floreale e un sentore di scorza di limone misto a quello di frutti esotici accompagnano al palato un sapore elegante, armonico e un corpo equilibrato.

 

Secondi piatti

Vera e propria protagonista dei secondi romagnoli è la carne che, per essere gustata appieno, viene proposta in diverse varianti. Per Natale uno dei piatti più amati è l'arrosto di mora romagnola e scalogno, ricetta che unisce due prodotti tipici della nostra terra, l’eccellente carne di Mora Romagnola e lo Scalogno di Romagna a denominazione Igp. Lo scalogno si contraddistingue per il suo colore rossastro e, una volta rosolato fino a diventare trasparente, andrà ad arricchire la carne di Mora con il suo originale sapore, allo stesso tempo più delicato dell’aglio e più profumato della cipolla.

Bollito o lesso? Ecco un piatto immancabile del Natale romagnolo. E’ giunto il momento anche di risolvere una volta per tutte il principale dilemma tra queste due preparazioni: mentre la specialità del bollito è la carne, il punto forte del lesso è il brodo. Nel caso del bollito, dunque, la carne andrà messa in pentola quando l’acqua è già in ebollizione, evitando la dispersione dei suoi succhi. La carne del lesso, invece, va messa in pentola insieme all’acqua fredda e, solo dopo, si potrà passare sul fuoco per una cottura lenta, e avendo cura di abbassare la fiamma in punto di ebollizione per mantenere tenera la carne. Una volta scelta la cottura, è consigliato abbinare la carne di bollito o lesso di carne con verdure e salse. Tra le verdure, consigliamo di lessare vegetali classici come sedano, cipolla e carota, mentre tra le salse più gettonate rientrano sicuramente la bagnèt verd (a base di prezzemolo, aglio e acciughe, amalgamati con mollica di pane imbevuta di aceto) e la bagnèt ross (pomodoro, cipolla, carota e aglio conditi e cotti con aceto e zucchero semolato).

Per questo bis di secondi di carne consigliamo due  vini: si inizia con un Cesubeo per poi proseguire con un Ripagrande.

Il Cesubeo è un vino rosso composto da 7 uve nere (Cabernet S, Nebbiolo, Longanesi, Merlot, Petit verdot, Sirah, Pinot noir) raccolte e vinificate insieme per creare un sapore unico. Le qualità intrinseche di ogni tipologia usata si amalgamano tra loro, creando un sapore in perfetto equilibrio, asciutto, di buon spessore, rotondo e caldo.

Il Ripagrande, invece, è un Sangiovese in purezza. Affinato in barrique per 14 mesi, il vino è morbido e gentile, ha la grande stoffa tipica dei vini rossi importante e l'avvolgenza di tannini levigati.

 

Dolci

Che il menù vada concluso in dolcezza è una regola di tutte le tavole italiane, lo stesso vale per i pranzi romagnoli.

Un classico dolce di Natale è il Pandoro con mascarpone. Consistenze diverse, quella cremosa del formaggio lavorato e quella soffice del dolce dalle radici veronesi, si uniscono per stupire il palato con estrema dolcezza.

Il calice consigliato per una degna conclusione di pranzo è il Placidia dolce, mosto parzialmente fermentato da vendemmia tardiva. L'Albana gentile di Bertinoro dona al palato una dolcezza avvolgente. Il suo sapore vellutato di frutta e la sua speziatura dolce si esprimono in grande equilibrio, anche grazie alla sua freschezza e al suo finale piacevolmente morbido.